Memorie

di Viaggio

Ogni viaggio lo vivi tre volte:
quando lo sogni, quando lo vivi
e quando lo ricordi

Marocco 2025

7 - 12 aprile 2025

Mauro Bailo, Anna Inverardi, Donatella Lampugnani, Arturo Gargioni, Roberto Garavaglia

1° giorno) Oukaimden

2° giorno) Oukaimden

3° giorno) trasferimento a Oued Massa via Vallee d’Asni e Tarouddant

4° giorno) Oued Massa

5° giorno) Oued Souss

6° giorno) Parc Nationaal de Tamri via Agadir

Un “bogey bird” è una specie che, dovunque andiamo a cercarla, quandunque andiamo a cercarla, quantunque sia comune, bendisposta a farsi vedere e financo fotografare, quantunque il collega che hai incrociato ti ha detto che cinque minuti prima ne ha visto una dozzina di esemplari e uno gli si è anche posato sulla macchina fotografica, noi non la vediamo mai: quantuque, quandunque, qualunque e comunque.

Nella fattispecie ho sprecato centinaia di vaffanculo indirizzati al Crimson-winged Finch Fringuello alicremisi, tutte le volte che avrei potuto vederlo: quattro volte in Marocco, tre volte in Turchia, una volta in Kazakistan. Niente, un fantasma.

Così, dopo essere stato a febbraio 2025 in Marocco, e aver passato ore a Oukemeiden, dove la bestiola è ritenuta comune e abbondante, e naturalmente non averla vista, mi sono incazzato a tal punto che ho deciso di ritornarci in un, chiamiamolo così “one-species-tour”.  Fidanzata e tre amici mi hanno accompagnato.

I pochi giorni a disposizione non ci hanno permesso un grande itinerario, ma abbiamo rispettato il programma, visitando Oukemeiden, la foresta di argan intorno a Tarouddant, il Parco Nazionale dello Oued Massa e Souss e il Parco Nazionale di Tamri.

E’ andata bene ai miei compagni di viaggio, che avevo allertato sullo scopo precipuo del tour: e cioè vedere il diabolico Crimson-winged Finch, e che non mi sarei mosso da Oukemeiden fino a quando non lo avessi “ticcato”. E’ andata bene, dicevo, la seconda mattinata passata alla stazione sciistica dell’Alto Atlante, la maledetta bestia si è appalesata, maschi e femmine per un totale di cinque individui; colà abbiamo anche visto: Allodola golagialla, Gracchio alpino, Gracchio corallino, Culbianco di Seebhom, Merlo acquaiolo, Tordela e Scricciolo (tre lifer africani per me).

Così siamo partiti per Tarouddant, dove abbiamo visitato l’oasi e il castello di Tiout (Zigolo delle case, Cappellaccia di Thekla, Averla maggiore, Gazza del Maghreb, Codirosso algerino, Usignolo d’Africa), da dove siamo partiti per l’Oued Massa.

Una guida locale trovata occasionalmente si è rivelata la chiave del successo delle nostre escursioni in loco (Ibis eremita, Occhione eurasiatico, Succiacapre collorosso, Tchagra capinera, Luì iberico, Luì bianco, Cappellaccia di Thekla).

Sulla via del ritorno sosta al Parco Nazionale di Tamri dove abbiamo visto un bruttissimo (ma bellissimo) Ibis eremita razzolare tra le dune a pochi metri da noi; specie ancillari: Gabbiano corso, Grillaio, Rondone minore, Cappellaccia di Thekla, Monachella nera, Monachella del deserto, Monachella comune, Zigolo muciatto.

In conclusione un bel viaggetto: 111 specie, un lifer globale e tre lifer africani, e, soprattutto, un bogey bird che non è più un bogey bird.

Da quando utilizzo la piattaforma di eBird, non compilo più checklist cartacee, sicuramente romantiche, certamente più suggestive da collezionare e riguardare quando non sarò più in grado di girare il mondo a caccia di lifers, ma decisamente meno pratiche da gestire e meno precise nel fissare tempo e luogo delle proprie osservazioni. Le mie checklist sono pubbliche e per ogni memoria di viaggio (almeno quelle degli ultimi sei anni) inserirò il link al relativo “trip report”: Marocco 2025 Trip Report

UN RACCONTO PER IMMAGINI

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