Memorie

di Viaggio

Ogni viaggio lo vivi tre volte:
quando lo sogni, quando lo vivi
e quando lo ricordi

maiorca 2024

30 maggio - 9 giugno 2024

Mauro Bailo, Anna Inverardi

Abbiamo visitato tutta l'isola. Gli hotspot di birdwatching e le altre aree visitate (di interesse naturalistico e artistico) sono evidenziate sulla mappa della checklist del tour che trovate qui sotto

Premessa: questo report è in realtà l'assemblaggio di cinque post di Facebook.

Mille miliardi di possibilità mi hanno portato qui e ora. Qui alle Canarie, specificamente a Gran Canaria, e ora, 21 settembre 2020.

Sono sempre stato affascinato da quello che è successo e che avrebbe potuto invece succedere, gli eventi che si sono aggiunti alla mia vita e che ad essa sono stati sottratti perché ho scelto di entrare in una porta invece che in un'altra (sì, è, tra l'altro, una citazione cinematografica).

La prolusione come trip report ad un viaggio ornitologico alle Canarie è tediosa, ma io sono prolisso e una carra de cerveza non aiuta la sintesi.

Abbiamo visto bene tutti gli endemismi di Tenerife e Gran Canaria, ma mi preme qui dire quanto segue: dopo due viaggi cancellati per il regale virus ho scelto di andare alle Canarie perché era l'unica meta interessante lasciatami a disposizione dalla pandemia, e nella sequenza delle isole ho cambiato e ricambiato fino a quando Gran Canaria è capitata il 21 settembre, equinozio d'autunno, uno dei soli due giorni all'anno in cui si può assistere a quello che è conosciuto come almogeren, l'adorazione del sole da parte degli antichi abitanti delle Canarie, i guanci.

La nostra fantastica guida Guillermo ci ha portato a vedere quello che un migliaio di anni fa era una cerimonia sacra. I guanci intagliarono la roccia dove una lama di luce sfiorava le montagne, disegnando una V luminosa che rimbalzava su una parete rocciosa e illuminava, per pochi minuti, solo durante i due annuali equinozi, l'intaglio nella roccia: chissà perché il destino mi ha portato qui e ora.

Poi ci sono gli uccelli, una selezione fotografica dei quali, insieme ad altre foto, aggiungo a questo tedioso scritto. I miei uccelli sono un po', solo un po', migliori del solito.

Noi non abbiamo contezza del nostro corpo, non riceviamo segnali da piedi e mani, tanto per fare un paio di esempi; sappiamo di avere quelle cose lì ma loro non ce lo fanno sapere. Viviamo il benessere senza accorgercene. Basta però avere, che so, un'unghia incarnita, perché il dito titolare dell'unghia ci avverta continuamente che c'è, attraverso il dolore. E anche se tutto il resto di noi gode completo benessere il pensiero è costantemente rivolto a questo fastidioso, piccolo e localizzato malessere.Orbene, quasi alla fine di un eccezionale tour naturalistico/fotografico ornitologico alle Canarie in cui abbiamo visto tutti gli endemismi ornitologici dell'arcipelago, tutte le specie e tutte le sottospecie delle isole visitate, ambienti straordinari, flora spettacolare, paesaggi mozzafiato, un paio di rettili che sembrano provenire dalla preistoria, io vivo il malessere di aver mancato l'unico endemismo singolinsulare delle Canarie, il Saltimpalo di Fuerteventura.

Continuo a non pensare che ho visto tutto meno lui e di questo dovrei essere felice e soddisfatto, ma continuo a pensare che non l'ho visto e continuo a essere molto infastidito.

Ma le cose, dicevo, sono cambiate. Le cose cambiano di solito in peggio, ma qualche volta no. Il fastidio del “dip” (nello slang dei birdwatcher una specie clamorosamente mancata in un tour di birdwatching) era così intenso che il giorno della partenza per Milano mi sono fatto due conti: 1) l’aereo parte in serata; 2) Lanzarote, l’ultima isola del tour, da dove saremmo partiti per l’Italia, dista venti minuti di traghetto da Fuerteventura; 3) l’ultima area esplorata di Fuerteventura (esplorata sommariamente perché si era fatto tardi) è a mezz’ora dal porto; 4) può darsi che la sfiga oggi stia dormendo. Conclusione, proviamo di nuovo il Barranco de Rio Cabras.

Il Barranco de Rio Cabras è, con i suoi 16 km, il più lungo di Fuerteventura ed è situato a poche centinaia di metri dall’aeroporto dell’isola. Gode fama tra i birdwatcher di essere uno dei posti più sicuri dove ticcare il Saltimpalo di Fuerteventura (la leggenda narra che alcuni lister sbarcano all’aeroporto al mattino, ticcano la bestia e ripartono al pomeriggio). Le guide dicono che i cercatori di uccelli entrano nel barranco e vedono i primi saltimpali a poche decine di metri. A noi non è capitato così; abbiamo, invece, camminato per quattro chilometri senza vedere un uccello, uno che è uno.

Scoraggiati, siamo arrivati al reservoir (reservoir stocazzo perché è il luogo più arido che abbia mai visto in vita mia). Ma lì, dopo una mezz’ora di bestemmie, sul punto di tornare con le pive nel sacco, Ennio ha visto una bestiola saltellare a terra, infrascato; comportamento inusuale per un saltimpalo, tant’è che l’uccelletto è stato etichettato come una Pispola di Berthelot (sarebbe stata la trecentomillesima del tour).

Ma le cose cambiano, e a volte in meglio, tant’è che l’uccelletto ha assunto improvvisamente i costumi di un saltimpalo ed è volato su un rametto, in splendida posizione. Era “solo” una femmina, ma lo era, era isso, era lui (anzi lei). E di lì a pochi minuti è arrivato anche il maschio, e come quasi mai accade, la coppia è stata lì a svolazzare di fuscello in roccetta per una buona mezz’ora.E mentre fotografavamo la coppia, sono apparse anche poiane, capovaccai, corvi imperiali, forse trombettieri, averle maggiori, passere sarde.Una goduria. Il ritorno è stato più leggero e l’unghia incarnita non mi doleva più.

Da quando utilizzo la piattaforma di eBird, non compilo più checklist cartacee, sicuramente romantiche, certamente più suggestive da collezionare e riguardare quando non sarò più in grado di girare il mondo a caccia di lifers, ma decisamente meno pratiche da gestire e meno precise nel fissare tempo e luogo delle proprie osservazioni. Le mie checklist sono pubbliche e per ogni memoria di viaggio (almeno quelle degli ultimi sei anni) inserirò il link al relativo “trip report”: Maiorca 2024 Trip Report

UN RACCONTO PER IMMAGINI

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