Ogni viaggio lo vivi tre volte:
quando lo sogni, quando lo vivi
e quando lo ricordi
Nel lessico del birdwatching il clean-up è la pulizia di una propria checklist locale, cioè il suo completamento con l’osservazione delle specie ancora mancanti.
Sono stato in Uganda tre volte, tre volte ho visitato la splendida Bwindi Impenetrable Forest e non sono riuscito ancora ad effettuare il clean-up completo dell’avifauna endemica di quel parco nazionale. Ci mancherebbe, è pressoché impossibile vedere tutte le specie, e soprattutto quelle endemiche, di una determinata area geografica, e tanto più è vasta, e tanto più l’ambiente è un’intricata foresta (“Impenetrable” nomen omen) tanto più l’impresa è senza speranza.
Una spettacolare bestiola, ad esempio, tale Shelley’s Crimsonwing, vista da pochi, due o tre (?) occhi umani, rimane per me, almeno per ora, ma non si sa mai per il futuro, una pia illusione.
Sono comunque riuscito, nell’ultimo birding tour di settembre 2024, a vedere specie di tutto rispetto come lo sfuggente Gray-chested Babbler (non fotografato, mi si è concesso alla vista per quindici nanosecondi), un paio di illadopsis (bestiacce color foresta che stanno nel fitto della foresta, perfettamente immobili e fastidiosamente silenti), le due specie di Sooty Boubou (Albertine & Willard’s), entrambi endemismi del Rift Albertino ed entrambi precedentemente assenti dalla mia checklist locale, e Dwarf Honeyguide, un microscopico indicatore, anch’esso endemico del Rift Albertino.
E quindi, nonostante una discreta lista globale (quasi 200 specie) per questo hotspot, il completo clean up degli endemismi di Bwindi necessiterebbe di altre tre specie, naturalmente le più rare, difficili e localizzate delle 25 endemiche appartenenti al territorio ugandese del Rift Albertino (in effetti il rift si estende anche ai paesi vicini, Rwanda, Burundi e Congo e, incluse le aree di pianura del Congo, gli endemismi di questa regione sono 41); le tre specie che mi mancano sono Oberlander Ground-Thrush, Neumann’s Warbler e Shelley’s Crimsonwing. Mi ci vorrà ancora almeno un paio di viaggi e una considerevole botta di fortuna.
La galleria fotografica non ha alcun ordine sistematico nè cronologico
Da quando utilizzo la piattaforma di eBird, non compilo più checklist cartacee, sicuramente romantiche, certamente più suggestive da collezionare e riguardare quando non sarò più in grado di girare il mondo a caccia di lifers, ma decisamente meno pratiche da gestire e meno precise nel fissare tempo e luogo delle proprie osservazioni. Le mie checklist sono pubbliche e per ogni memoria di viaggio (almeno quelle degli ultimi sei anni) inserirò il link al relativo “trip report”: Bwindi Impenetrable Forest September 2024 Trip Report