Memorie

di Viaggio

Ogni viaggio lo vivi tre volte:
quando lo sogni, quando lo vivi
e quando lo ricordi

Saudi Arabia 2023

21 marzo – 1° aprile 2023

Piero Alberti, Mauro Bailo, Ennio Bezzone, Marcello Brugola, Igor Festari, Giancarlo Marconi

1° giorno) volo Milano – Abha via Ryhad

2° giorno) escursione aree intorno alla città

3°/8° giorno) escursioni nella regione dell’Asir (Raydah Escarpment, Tanomah, Shallal al Dahna, Wadi Mahalah)

9° giorno) trasferimento a Jazan

10° e 11° giorno) escursioni nella regione di Jazan (Malaki Lake Dam, costa del Mar Rosso fino ad Al Birk, Shuqaiq Mangroves)

12° giorno) ritorno ad Abha e volo a MIlano via Riyhad

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE DIABOLICUM

Di ritorno per la seconda volta dall’Arabia Saudita, di cui avevo detto peste e corna. La coerenza mi difetta e son tornato nella terra di pochi o punto diritti sociali: le quattro bestie che mi ero lasciato dietro sono state più forti della coerenza.

Son tornato con birdwatcher sodali da lunga pezza e nuovi compagni. Alla quaterna di vecchi amici vecchietti (Ennio, Piero, Giancarlo e me medesimo) che nell’attesa, sempre più breve, della grande consolatrice, continuano a sfidare schiene dolenti e fragili ginocchia, per calcare ancora gli angoli più duri dell’orbe terracqueo alla ricerca di uccelli, si sono aggiunti per la prima volta Marcello Brugola e Igor Festari. Il successo del tour, oltre alle sempre precise indicazioni della nostra guida virtuale e nostro angelo custode transoceanico Gregory Askew, è stato garantito dalla bravura di Igor, che ci identificava ogni essere vivente che ci capitava dappresso (ancor prima di vederlo, a volte: bè, per udire un pressoché impercettibile fischio mentre si procedeva in auto a quaranta chilometri all’ora, riconoscere in esso il richiamo dell’Ipocolio, fermarsi e trovarne nascosti in un cespuglio ben sette, bisogna proprio essere bravi, ma bravi davvero).

Le quattro bestie speciali che mi mancavano sono tutte nel carniere (mi si scusi l’espressione venatoria): Rufous Capped Lark & Arabian Golden Sparrow (semiendemismi in quanto presenti, oltre che nella Penisola Arabica, anche nel Somaliland), Arabian Scop Owl & Yemen Serin (endemismi della Penisola Arabica).

Il passero, in particolare è la specie che più ci ha dato soddisfazione, in quanto, dato per perso dopo aver abbandonato le aree in cui aveva da essere cercato, è come per magia apparso lungo la strada per l’aeroporto, quattro ore prima del volo, totalmente inatteso, durante una sosta effettuata per, beh insomma, l’età prostatica questa volta mi ha aiutato. Sono persino riuscito a fotografarlo bene.

Anche tutto il resto del gruppo, per la prima volta in Arabia Saudita, è riuscito a vedere tutti, ma proprio tutti, gli endemismi della Penisola Arabica, oltre ad altre 170 specie circa, quasi tutte molto interessanti. Un florilegio delle specie che ricordiamo più volentieri: Pink-backed Pelican, Brown Booby, Black-headed Heron, Abdim’s Stork, Crested Honey Buzzard, Shikra, Bruce’s Green Pigeon, Dusky Turtle Dove, Oriental Dove (rarità mai osservata prima in Arabia Saudita), Lesser & Greater Sand Plover, Crab Plover, Abyssinian Roller, Collared Kingfisher, Hypocolius, Menetries’s Warbler, Arabian Warbler (un fastidioso skulker che invece questa volta si è messo in bella mostra per minuti sulle fronde esposte), Mountain Chiffchaff (rarità mai osservata prima nel sud della penisola), Citrine Wagtail, Cinnamon-breasted Bunting.

Gli endemismi o semiendemismi sono: Philby’s Partridge, Arabian Partridge, Arabian Eagle Owl, Arabian Scops Owl, Yemen Thrush, Yemen Warbler, Arabian Waxbill, Arabian Serin, Yemen Serin, Arabian Grosbeak (l’unico che abbiamo visto male e distante e che non abbiamo potuto fotografare), Arabian Golden Sparrow.

Mai noleggiare una Toyota Corolla in Arabia dove ogni tre per due ci sono dossi, gibbi e cunette simiglianti a colline e a volte a montagne, costruite malignamente per cozzare contro il fondo delle vetture più basse.

Mai, se possibile, fare guidare Mauro Bailo che: 1) si è inoltrato inavvertitamente in una pietraia distruggendo completamente il fondo della sua vettura; 2) si è impantanato in mezzo alle mangrovie costringendo il gruppo a chiamare l’esercito per schiodarci dalla situazione potenzialmente pericolosa (stava calando la notte) e quanto meno imbarazzante.

Giancarlo Marconi, botanico di fama nazionale (e anche transnazionale) mi ha regalato il suo ultimo libro: “I miei viaggi da brivido”, istruttivo e divertente, che potete acquistare su Amazon; peccato che l’abbia già dato alle stampe perché in quanto a brividi, il viaggio in Arabia Saudita sarebbe stato certamente in cima alla sua lista.

Cercherò, per quanto possibile di inserire nel corredo fotografico di questo post specie diverse da quelle del report relativo al precedente tour. Ove non diversamente citato, le foto sono opera di Marcello Brugola. Anche in questo photoreport non c’è ordine, nè cronologico, nè tassonomico.

Per questa destinazione non mi varrà assolutamente il detto che non c’è due senza tre.

That’s all folks.

Da quando utilizzo la piattaforma di eBird, non compilo più checklist cartacee, sicuramente romantiche, certamente più suggestive da collezionare e riguardare quando non sarò più in grado di girare il mondo a caccia di lifers, ma decisamente meno pratiche da gestire e meno precise nel fissare tempo e luogo delle proprie osservazioni. Le mie checklist sono pubbliche e per ogni memoria di viaggio (almeno quelle degli ultimi sei anni) inserirò il link al relativo “trip report”. La checklist di questo viaggio si trova a questo link: Saudi Arabia 2023 Trip Report

UN RACCONTO PER IMMAGINI

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